IL VALORE DELL’ACCOGLIENZA
Inviato il 8/2/2018 19:42:59 ( 50 letture )

Gli alunni dell’IISS “B.Caramia-F.Gigante” hanno cominciato a diffondere in Puglia, nelle scuole di Alberobello e Locorotondo, i  Semi di Lampedusa. Il 2 febbraio 2018 nell’Auditorium Boccardi di Locorotondo  , il presidente del Comitato 3 ottobre, Tareke Brhane è stato ospite della comunità scolastica.  Durante la manifestazione sono stati presentati   i video realizzati dagli alunni della classe V A e Tareke ha potuto conoscere Harwey, Aicha e Lucky, giovani ospiti del Centro di  Accoglienza Straordinaria  di Alberobello.  La loro esperienza, raccontata  in interviste filmate, è stata   la  fonte a cui si è ispirato il cortometraggio “Be the change”, selezionato tra i lavori vincitori del concorso “L’Europa inizia a Lampedusa”. 

È poi intervenuto  Harwey Lewis Boumsong, in Italia da due anni, che si è meritato sul campo il ruolo di  mediatore culturale tra gli ospiti del CAS di Alberobello e il territorio. Egli  ha invitato gli alunni presenti  a guardare la vita dal punto di vista di chi è cresciuto sull’altra sponda del Mediterraneo   e a riflettere sul fatto che l’incontro pacifico fra culture produce sempre buoni frutti.

Tareke Brhane ha così potuto conoscere i passi che questa comunità sta realizzando nel segno della conoscenza dell’immigrazione ed ha poi  presentato la sua esperienza, ricordando l’atto d’amore di sua  madre che lo indusse  a lasciare l’Eritrea, la padronanza  di diverse  lingue per nascondere la propria origine, i cinque anni di peregrinazioni in Africa, tra Niger e Libia, e l’arrivo in Italia. Tareke parlando ha rivissuto ed ha chiarito  che non c’è altra strada che l’emigrazione, quando il governo del tuo paese non ti consente la libertà di scegliere alcunché, non rilascia i visti per l’espatrio,  non ti fa neanche tornare perché saresti un traditore della patria, con conseguenze in Europa inimmaginabili.  Il fenomeno migratorio, cavallo di battaglia dei discorsi dei politici, fonte di xenofobia o buonismo, paura o pietà, in incontri come questo diventa un fatto,  una scelta dolorosa  che tutta l’umanità ciclicamente ha fatto ed ha il diritto di fare. Ma per giungere a questa consapevolezza occorre conoscere e Tareke ha dipinto  un quadro completo del fenomeno migratorio in Europa, dove arriva solo il 5% del flusso migratorio mondiale, con cifre, per le diverse nazioni ospitanti, che non autorizzano  assolutamente a parlare di invasione. L’Italia si distingue per il soccorso in mare e la prima accoglienza, ma deve migliorare la pianificazione delle fasi della seconda accoglienza, che punta all’integrazione, e che sono le più importanti per il futuro di tutti. Ma cosa significa accogliere? I principi – valori da cui partire sono nella nostra stessa Costituzione, primo fra tutti il superamento di ogni forma di discriminazione.  Accoglienza è integrazione, informazione e orientamento in un tessuto sociale che dovrebbe offrire la possibilità di recuperare la dignità di ogni singolo uomo, donna e bambino.

L’incontro è proseguito con le domande dei ragazzi. “Tornerai in Africa per ritrovare la tua famiglia? ”  Ma casa mia è la canna di un fucile dice  Warsan  Shire, poetessa inglese di origini africane, che gli studenti del Caramia-Gigante hanno recitato nei loro cortometraggi e Tareke ne ha dimostrato la veridicità. “Cosa rispondi a chi dice aiutiamoli a casa loro?” A questa domanda, rassicurante per le coscienze, Tareke ha fatto notare che dall’altra parte si incontrano regimi dittatoriali o forme di stato che non distribuirebbero certo quelle risorse alla popolazione, allora a chi si affidano questi eventuali aiuti? Il dibattito non è stato semplice, perché è difficile capirsi quando non ci si conosce affatto o si è offuscati da reciproci pregiudizi. “Prima conoscimi, poi decidi se devi aver paura di me, se devi considerarmi tuo nemico” ha detto Tareke e l’incontro ha gettato le basi per un atteggiamento più autonomo. I ragazzi lo hanno dimostrato lasciando riflessioni su dei biglietti colorati: “Giustizia è risarcire il dolore di chi ha perso la propria patria con la gioia di  poterne dare un’altra!”” Fate valere sempre i vostri diritti sperando che si arrivi a un mondo senza guerre.” “Tra noi e loro non cambia niente, solo il colore. Quindi io dico che è inutile essere razzisti.” 

Nel pomeriggio della stessa giornata, Tareke Brhane  è stato ospite del Comune di Alberobello dove ha potuto  confrontarsi con il Sindaco Michele Maria Longo e l’Assessore alla Pubblica istruzione Alessandra Turi, i quali si sono fatti portavoce di un’intera comunità da sempre pronta ad accogliere coloro che abbiano bisogno. È stato ufficialmente presentato il  Protocollo d’Intesa firmato a Roma il 23 gennaio 2018 dal MIUR, l’ANCI ( CITTALIA), il Comitato tre ottobre Accoglienza Onlus, finalizzato a rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei giovani in età formativa sui temi del fenomeno migratorio in vista di un’accoglienza integrata, che superi la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

La presenza degli alunni della scuola primaria Morea ha rafforzato questo senso di comunità, in quanto gli studenti del Caramia Gigante  hanno simbolicamente investito la nuova generazione dell’impegno a non dimenticare e ad operare affinchè  l’accoglienza si realizzi.

L’obiettivo dell’accoglienza integrata è il motore che ha guidato  le attività di disseminazione attuate nell’ambito del progetto e le azioni di integrazione e di accoglienza concreta, partite dalla conoscenza e comprensione di storie difficili a volte non raccontate ma nascoste dietro occhi spaventati, ma speranzosi di “ricostruire i pezzi distrutti” della propria vita.

 

 

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