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La scuola dove si vince non per ciò che si ha. Gianluca é!

Sono le storie come questa di Gianluca, che sostituiscono ogni forma di passione politica, religiosa, umana. Danno il senso al nostro vivere e mettercela tutta!
“Gianluca e basta, non la sua diagnosi, non ‘quello che ha’ ma ‘quello che è’”

Gianluca

“Sono sempre stato un appassionato di basket. La mia famiglia, quasi ogni domenica, da piccolo, mi portava a vedere le partite al palazzetto della mia città, Martina Franca, ed io mi emozionavo sempre. Ho iniziato a giocare e ad allenarmi tre volte a settimana. Quest’estate un tecnico della Fede è venuto ad osservarmi perché gli avevano detto che ero fortissimo!”. Qualche settimana dopo, Gianluca riceve una lettera: Gianluca Lafornara è convocato nella nazionale italiana di Basket per l’International Challenge in Portogallo. “Da allora, la mia vita è cambiata, anche se devo ammettere che tutto ciò non ci sarebbe stato, senza la scuola”.

Gianluca frequenta l’IISS Basile Caramia Gigante di Locorotondo-Alberobello, una scuola che, proprio sull’inclusione e le attività sportive vanta una tradizione notevole. “L’inclusione è una delle più grandi sfide  del sistema educativo odierno – spiega la professoressa Maria Sofia Sabato - L’attenzione al riconoscimento e valorizzazione delle unicità, in questo istituto hanno un ruolo di primaria importanza, nella quotidianità della pratica didattica ed educativa”. Infatti, anche Gianluca usufruisce di un percorso didattico personalizzato, attraverso laboratori manipolativi e di psicomotricità, “utili a costruire, specie con ragazzi diversamente abili, provenienti da diversi paesi, un progetto di vita realmente funzionale ai bisogni di ognuno”. Si tratta di consolidare quelle buone pratiche educative atte a promuovere situazioni di felicità. “Ogni giorno, ho l’opportunità di vivere quest’esperienza, come insegnante di sostegno un ragazzo straordinario come Gianluca. Gianluca e basta, non la sua diagnosi, non ‘quello che ha’ ma ‘quello che è’. Vive il suo tempo scuola con entusiasmo, passione e voglia di fare. Adora stare con i compagni; trasmette a chi lo circonda, a me, soprattutto, una gratificante serenità e appagamento”. Insieme lavorano in classe, leggendo pagine di libri fantasy, scrivendo poesie, viaggiando nella storia,  raccogliendo piante e fiori, nei giardini che circondano la scuola, “realizzeremo un erbario, imparando a usare gli strumenti nel laboratorio di chimica e scienze”.

Ma Gianluca ama, più di ogni cosa, la pallacanestro. Lui è un campione. Membro della squadra nazionale italiana di basket, per la Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale, ha conseguito il titolo di “Campione Europeo all’International Challenge in Portogallo”, lo scorso ottobre. “C’è voluto del tempo per realizzare tale titolo – spiega Gianluca - non riuscivo a crederci. E’ stato bellissimo: il volo in aereo, le nuvole come zucchero filato, nuovi amici e le partite: ho fatto più canestri di tutti, come a scuola. Nelle ore di Scienze Motorie, infatti, insegno ai miei compagni come si tira a canestro. Io non sbaglio mai, tiri da tre punti, da centrocampo. Loro qualche volta sbagliano, ma poi, ritorniamo in classe tutti insieme e felici”. Il campione dice di essersi “emozionato molto in Portogallo, ho pianto. Abbiamo vinto il primo posto, ed io, quando penso di aver regalato questa vittoria all’Italia, mi commuovo ancora”. Al suo rientro a scuola, tutti gli hanno organizzato una festa a sorpresa. “Mi hanno fatto trovare uno striscione col mio nome e il mio amico Antonello mi ha regalato una dedica: ‘grande CAMPIONE’. Tutti mi fanno i complimenti, io a scuola sono felice. Anche se il mio pensiero fisso è sempre la prossima sfida”.

E’ bello quello che, il preside dell’istituto, Raffaele Fragassi, afferma a proposito del suo alunno: “Gianluca, con la sua vittoria agli Europei di Basket, rappresenta per noi tutti un motivo di orgoglio e di soddisfazione. Anche la scuola ha voluto riconoscere il suo talento e premiarlo in diverse occasioni. La possibilità di crescere in un ambiente sano e fecondo, ha consentito a Gianluca e a tutti i ragazzi di potenziare le loro speciali abilità, di sentirsi incoraggiati e supportati nel loro percorso di studi e di vita. L’entusiasmo di Gianluca, il suo impegno e rigore rappresentano un modello per intensificare le buone prassi inclusive”. E Gianluca, per la scuola è un dono, un invito costante ad allenarsi per una scuola che vince, “senza quello che ciascuno ha”. Ma solo per ciò che ciascuno é.

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Pubblicato su "la Repubblica" del 7 marzo 2018

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